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Cosa sei? Un Project Manager? Ah, però!

posted on luglio 15th 2014 in Project Management with 0 Comments

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Scorrendo molti profili “social”, con particolare riferimento a Linkedin, è facile imbattersi in persone che si autodefiniscono Project Manager”, mettendolo bene in evidenza in modo che sia la prima cosa che viene notata: nella maggior parte dei casi, leggendo il profilo completo, si scopre che quest’autoproclamazione, però, nasce unicamente dal fatto che il termine suona bene, “fa figo”, va di moda, e poi è un termine inglese, meglio… americano!, il che non guasta e, anzi, rende la persona fortemente “international” ed in tal modo sicuramente cattura l’attenzione di aziende anche al di fuori dell’arco alpino.

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BALLE! COLOSSALI, STREPITOSE, STRAMPALATE BALLE!!!

Il Project Manager è una figura professionale ben precisa! Si, esatto, lo ripeto per sottolineare il concetto: F-I-G-U-R-A—P-R-O-F-E-S-S-I-O-N-A-L-E, che in quanto tale risponde a determinate caratteristiche e, soprattutto, ad un determinato percorso didattico (magari concluso con un esame di certificazione come ISIPM-Base©, PMP©, CAPM©, IPMA©, PRINCE2©) prima ancora che ad un ruolo decisionale, strategico e fondamentale all’interno di un’azienda, caratterizzato spesso da orari di lavoro molto flessibili e variabili.

Vorrei dunque, in poche righe, spiegare ai sedicenti “Project Manager” cosa dovrebbero essere per potersi fregiare di questo titolo, anche se la maggioranza di loro non sta continuando a leggere dopo aver compreso che il ruolo presuppone capacità e soprattutto possibilità decisionali.

Innanzitutto un buon PM è un leader, è riconosciuto come tale ed ha molta autorevolezza all’interno del gruppo che guida: è infatti nella gestione delle risorse umane che si vede chi è dotato della giusta quantità di leadership per motivare il gruppo e portare a termine il progetto cui sta lavorando, fronteggiando adeguatamente (e con successo) difficoltà, modifiche, imprevisti, stress, situazioni conflittuali e quant’altro possa essere d’ostacolo al raggiungimento dell’obbiettivo. “Normalmente, infatti, non si tratta di una figura in relazione gerarchica ai componenti del team di progetto, ma è un professionista che svolge una specifica funzione a beneficio del gruppo di progetto, che si conclude all’atto della chiusura del progetto stesso.” (cit. E. Rambaldi ©ISIPM)

Un Project Manager, poi, ha competenze tecniche e metodologiche di gestione del progetto, ha competenze manageriali, ha competenze applicative di business, ha conoscenze comportamentali (soft skills). Egli è capace di analizzare le esigenze della committenza definendo la fattibilità e le varie fasi del progetto, monitorandone costantemente lo stato di realizzazione e di avanzamento; il Project Manager sa gestire al meglio i collaboratori ed è in grado di modificare parzialmente o totalmente il progetto per rispettare le scadenze definite a monte, valutandone al termine delle attività la sua corrispondenza con quanto richiesto.

Il Project Manager in quanto tale esiste se e solo se la struttura aziendale in cui è inserito gli fornisce la piena autorità sul progetto e sul suo finanziamento, permettendogli quindi di godere di un elevato livello di indipendenza, come ad esempio nelle organizzazioni a matrice forte o, meglio ancora, in quelle organizzate per progetti. In tutti gli altri casi, quelli di organizzazioni aziendali di tipo funzionale (che sono la stragrande maggioranza), non si può infatti parlare di Project Manager, quanto piuttosto di coordinatore o di facilitatore, essendo molto basse (o nulle) tanto la disponibilità di risorse, quanto l’autorità del ruolo.

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