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La pianificazione di tempi e scadenze

posted on aprile 25th 2014 in Project Management with 0 Comments

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Le tecniche di project management assumono particolare rilevanza nella corretta programmazione delle tempistiche delle varie fasi di lavorazione, che tenga debitamente conto dei tempi previsti per l’esecuzione e delle scadenze spesso imposte dagli stakeholders, che molto spesso sono interconnesse tra di loro, nel senso che ad esempio una lavorazione può iniziare solo dopo che ne è finita un’altra.

Dopo la realizzazione della matrice delle responsabilità ottenuta incrociando la Work Breakdown Structure – attraverso la quale è stato parcellizzato il lavoro da fare fino ai singoli Work Package – e la Organization Breakdown Structure – attraverso cui sono stati assegnati i vari responsabili dei pacchetti di lavoro -, la stima della durata di ogni singola lavorazione è probabilmente la fase più critica della gestione di un progetto.

Si tratta in effetti di ipotesi basate su esperienze pregresse, che possono comunque essere ricondotte a vere e proprie simulazioni grafiche attraverso le cosiddette tecniche reticolari, il cui scopo è quello di definire, pianificare e controllare la sequenza temporale delle attività di progetto: esse si basano essenzialmente sulla creazione di modelli logico-matematici per esprimere le attività di progetto in modo da poterne prevedere tanto la durata, quanto gli impatti di eventuali modifiche nei confronti dell’intero progetto.

Le tre principali tecniche di analisi reticolare sono:

  • P.E.R.T. (Program Evaluation and Review Techniques)
  • C.P.M. (Critical Path Method)
  • C.C.M. (Critical Chain Method)

che si differenziano dalle tecniche di diagramma lineare (Gantt) in quanto queste ultime si basano su valutazioni soggettive della durata e della collocazione temporale delle attività e non sono quindi una valida tecnica di pianificazione, pur essendo un validissimo ed utilizzatissimo strumento rappresentativo del programma lavori e delle sua evoluzione in corso d’opera.

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